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Rivoluzione

Immaginiamo di iniziare con una frase retorica che lasci a bocca aperta. Continuiamo con un po’ di titubanze, dire e non dire, il lettore che si aggira attorno alle consonanti con le mani unite dietro alla schiena come con uno scavo archeologico. Una volta ottenuta un po’ di attenzione, diamogli il pane e il vino. Nel vino, non dimenticate di metter qualche goccia del vostro sangue – sempre utile. Non eccedere: genererà acidità di stomaco, e nel peggiore dei casi fenomeni di combustione. Poi, passiamo al sodo.

Scala Paradiso - 2

Rivoluzioni, rivolte, ribellioni

bruno fornara

Scienza e rivoluzioni. Agorà di Alejandro Amenábar (2000): 415 d.C., le rivoluzioni dei pianeti, Ipazia, filosofa eliocentrica con i pianeti su orbite ellittiche, uccisa dai fanatici cristiani. Oggi: The Social Network (2010) del liberal David Fincher. Rivoluzione facebook. Tarantino dixit: il più bel film del millennio. Oggi: Il gioco delle coppie di Oliver Assayas (2018). Libro di carta o digitale? L’editore, sua moglie amante dello scrittore.
Prima della rivoluzione. La presa del potere da parte di Luigi XIV di Roberto Rossellini (1966): film per la tv, altissima qualità, Luigi XIV, il Re Sole, 72 anni di regno, da 5 anni fino al 1715. Storia e minuzie quotidiane: il risveglio del re! I pasti del re! I medici del re! La nobiltà da domare.
La rivoluzione più rivoluzionaria. Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006), regina teenager, sfarzo, Versailles, scarpe e il nostro rock. La ghigliottina non c’è. 

Marie Antoniette

La nobildonna e il duca di Eric Rohmer (2001): lei è inglese, la rivoluzione si fa in strada, i nobili discutono nei palazzi. La ghigliottina c’è. Il regno del terrore di Anthony Mann (1949): 1794, il libro nero dei ghigliottinandi, un perfetto noir, ombre espressioniste. Spunta Napoleone.
Una rivoluzione fallita. Il resto di niente di Antonietta De Lillo (2005). Napoli, 1799, la portoghese Eleonora Pimentel e i giacobini della Repubblica partenopea: vincono i borboni. Le ragioni della ragione e quelle della fame.
La rivoluzione americana. Alba di gloria (Young Mr. Lincoln, 1939), capolavoro tenero e pastorale di John Ford. Il futuro presidente gira a dorso di mulo, difende gli umili, ama la natura. Da confrontare con il Lincoln di Steven Spielberg (2012): 1865, scontri verbali sull’abolizione della schiavitù, la politica dopo la guerra.
La Revolución. Enamorada di Emilio Fernández (1946). Messico, 1917, il generoso generale rivoluzionario e la seduttrice Beatrix. Melodramma magnifico con tocchi di commedia.
La rivoluzione più rivoluzionaria. 4 film 4 di Sergej M. Ėjzenštejn. Sciopero! (1925): 1912, gli operai massacrati e il bue squartato. La corazzata Potëmkin (1925): 1905, i vermi nella carne, l’ammutinamento, la scalinata di Odessa, la carrozzina, i tre leoni! 1372 inquadrature. Pietra miliare del cinema.

corazzata potemkin

 Ottobre (1928): San Pietroburgo, 1917, Kerenskij al potere: scale, scale e il pavone meccanico. Vince Lenin. Il vecchio e il nuovo – La linea generale (1929): la cooperativa agricola, il vecchio è la processione del pope con i contadini pecoroni, il nuovo è la scrematrice che eiacula con giovanile baldanza. La rivoluzione è erotismo. Più Crepuscolo di gloria (1928), capolavoro di Josef von Sternberg.
Rivoluzioni cinematografiche. La régle du jeu di Jean Renoir (1939) e Quarto potere di Orson Welles (1941): piano sequenza e profondità di campo. Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard (1960), genio e sregolatezze grammaticali e narrative.
Rivoluzioni da fare. Miracolo a Milano di Vittorio De Sica (e Cesare Zavattini, 1951). “Più uno!”, c’è sempre un oltre. Il grande dittatore di Charlie Chaplin (1940): la rasatura brahmsiana e il discorso pacifista finale. Tre Lubitsch: L’uomo che ho ucciso (1932): dramma antibellico, commovente; Ninotchka (1939): il comunismo e l’amore, stupendo; Vogliamo vivere – To Be or Not To Be (1942): i teatranti contro i nazi, stupefacente.
Una rivolta. Il primo rivoluzionario della storia, Spartacus di Stanley Kubrick, crocifisso con 6.000 schiavi 6.000 sulla via Appia.

Scala Paradiso - 2

Rivoluzioni, rivolte, ribellioni

bruno fornara

Scienza e rivoluzioni. Agorà di Alejandro Amenábar (2000): 415 d.C., le rivoluzioni dei pianeti, Ipazia, filosofa eliocentrica con i pianeti su orbite ellittiche, uccisa dai fanatici cristiani. Oggi: The Social Network (2010) del liberal David Fincher. Rivoluzione facebook. Tarantino dixit: il più bel film del millennio. Oggi: Il gioco delle coppie di Oliver Assayas (2018). Libro di carta o digitale? L’editore, sua moglie amante dello scrittore.
Prima della rivoluzione. La presa del potere da parte di Luigi XIV di Roberto Rossellini (1966): film per la tv, altissima qualità, Luigi XIV, il Re Sole, 72 anni di regno, da 5 anni fino al 1715. Storia e minuzie quotidiane: il risveglio del re! I pasti del re! I medici del re! La nobiltà da domare.
La rivoluzione più rivoluzionaria. Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006), regina teenager, sfarzo, Versailles, scarpe e il nostro rock. La ghigliottina non c’è. 

Marie Antoniette

La nobildonna e il duca di Eric Rohmer (2001): lei è inglese, la rivoluzione si fa in strada, i nobili discutono nei palazzi. La ghigliottina c’è. Il regno del terrore di Anthony Mann (1949): 1794, il libro nero dei ghigliottinandi, un perfetto noir, ombre espressioniste. Spunta Napoleone.
Una rivoluzione fallita. Il resto di niente di Antonietta De Lillo (2005). Napoli, 1799, la portoghese Eleonora Pimentel e i giacobini della Repubblica partenopea: vincono i borboni. Le ragioni della ragione e quelle della fame.
La rivoluzione americana. Alba di gloria (Young Mr. Lincoln, 1939), capolavoro tenero e pastorale di John Ford. Il futuro presidente gira a dorso di mulo, difende gli umili, ama la natura. Da confrontare con il Lincoln di Steven Spielberg (2012): 1865, scontri verbali sull’abolizione della schiavitù, la politica dopo la guerra.
La Revolución. Enamorada di Emilio Fernández (1946). Messico, 1917, il generoso generale rivoluzionario e la seduttrice Beatrix. Melodramma magnifico con tocchi di commedia.
La rivoluzione più rivoluzionaria. 4 film 4 di Sergej M. Ėjzenštejn. Sciopero! (1925): 1912, gli operai massacrati e il bue squartato. La corazzata Potëmkin (1925): 1905, i vermi nella carne, l’ammutinamento, la scalinata di Odessa, la carrozzina, i tre leoni! 1372 inquadrature. Pietra miliare del cinema.

corazzata potemkin

 Ottobre (1928): San Pietroburgo, 1917, Kerenskij al potere: scale, scale e il pavone meccanico. Vince Lenin. Il vecchio e il nuovo – La linea generale (1929): la cooperativa agricola, il vecchio è la processione del pope con i contadini pecoroni, il nuovo è la scrematrice che eiacula con giovanile baldanza. La rivoluzione è erotismo. Più Crepuscolo di gloria (1928), capolavoro di Josef von Sternberg.
Rivoluzioni cinematografiche. La régle du jeu di Jean Renoir (1939) e Quarto potere di Orson Welles (1941): piano sequenza e profondità di campo. Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard (1960), genio e sregolatezze grammaticali e narrative.
Rivoluzioni da fare. Miracolo a Milano di Vittorio De Sica (e Cesare Zavattini, 1951). “Più uno!”, c’è sempre un oltre. Il grande dittatore di Charlie Chaplin (1940): la rasatura brahmsiana e il discorso pacifista finale. Tre Lubitsch: L’uomo che ho ucciso (1932): dramma antibellico, commovente; Ninotchka (1939): il comunismo e l’amore, stupendo; Vogliamo vivere – To Be or Not To Be (1942): i teatranti contro i nazi, stupefacente.
Una rivolta. Il primo rivoluzionario della storia, Spartacus di Stanley Kubrick, crocifisso con 6.000 schiavi 6.000 sulla via Appia.

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