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#Outsider

Insomma, si comincia.

Un’idea, all’inizio, non è più pesante dell’ondeggiare di una piuma nel vento tiepido d’aprile. A volte quell’ondeggiare quieto si posa in luoghi dall’equilibrio instabile, mettendo in moto il cambiamento, a volte cade nel vuoto. Ma prima che quell’idea venga al mondo occorre sempre una certa capacità di sognare in grande, e di abilità plastica, manuale, un lavoro di dita palmi e argilla. 

Dopo mesi di preparazione, di duro lavoro, di scambi d’idee, il primo ciclo di articoli di COYE è pronto.

È cominciato tutto con una festa, nel mezzo di dicembre, un sacco di luci che scivolavano sui volti, e già cominciava a muoversi anche se ancora non lo vedevamo. 

Poi è arrivato fino a noi e si è nutrito dei nostri desideri, delle nostre battaglie personali, della nostra passione per le parole, l’arte, delle storie che amiamo e che ci sussurriamo nel buio prima di salutarci sulle porte di casa, la complessità del reale, i sentimenti d’ingiustizia, la nostra voglia di rimettere in discussione, cercare. 

E così, mesi dopo, abbiamo capito quello che volevamo fare, ciò che ci muoveva veramente.

Abbiamo posto le fondamenta di COYE, e da oggi muove i suoi primi passi.

 

Da quel momento abbiamo messo in discussione canoni, ci siamo posti domande, abbiamo cercato di portare luce su quelle figure presenti nel mondo del libro e dell’arte che stanno ai margini, cercando di capire come sarà fatto l’autore del domani, un autore formato nell’epoca di un mondo connesso, sempre più mobile, digitale, e, paradossalmente, ora calato in un periodo storico immobile, paralizzato, ma totalmente imprevedibile.

COYE è l’unione di tante menti diverse. È unione di inclinazioni, intuiti, modi di muoversi nel mondo, diversi. COYE è uno spazio grande. Ovunque allunghi lo sguardo è pieno di cose e contraddizioni, di persone agli opposti e complementari, di interessi disparati, piccoli tesori, ossessioni, conflitti, risate. Ma alla fine insieme uniamo la tradizione con la voglia di dire la nostra, di ribaltare tutto, di cercare un senso nuovo nelle cose.

 

 

Il tema di questo mese è l’OUTSIDER

L’outsider è la figura che sta ai margini, quello fuori dal coro, che non è accettato da un ambiente o che se ne tira fuori per primo. Lo abbiamo scelto come primo tema perché è vicinissimo a noi, alla nostra tendenza a riconsiderare i confini della mappa, e un po’ è il punto da cui guardiamo le cose, la figura che ci accomuna. Rappresenta una sorta di libertà dal discorso mainstream, di figura dedita al proprio lavoro nonostante tutto gli remi contro, di purezza e dannazione, di diversità.

Outsider è Judith che rivendica il proprio ruolo e quello di tutte le donne nella storia della letteratura (e non); lo sono ognuno a modo loro gli artisti e lo sguardo sulla creazione dello Spazio 18mm; l’occhio del nostro Osservatorio posto sulle sfumature del mondo editoriale; e i libri incandescenti sottratti dalla polvere da Inattuale. Le nostre rubriche sono outsiders sin dall’inizio, abbiamo deciso cominciare con dare centralità al discorso sulla figura dell’outsider, alla sua capacità di innovare, sperimentare, aprire porte, cercare là dove altri ancora non guardano. 

Insomma abbiamo deciso di cominciare da qui perché è una parte fondamentale di noi, come singoli e come redazione, e perché identifica perfettamente il nostro sguardo sulle cose.

In questo primo ciclo troverete le nostre rubriche vivere il tema a modo loro, senza restrizioni. 

Dalle riflessioni sul canone di Judith toccando anche la figura di Amelia Rosselli, alle osservazioni minuziose dello Spazio 18mm sul cuore della pratica dei mestieri dell’arte, dalle meditazioni sull’editoria in tempo di pandemia del nostro Osservatorio, fino alla lettura a lume di candela de Gli Interessi in Comune di Vanni Santoni sui tavoli di Inattuale. Per 9 Racconti ci sarà da aspettare ancora un po’, il pdf con i racconti inediti uscirà a fine mese, ma sarà una piccola perla.

La nostra piuma è arrivata in un mese freddo, pioveva a dirotto, ma c’era qualcosa nell’aria simile al rumore delle pietre focaie che sfregano. E quel che ha mosso è arrivato fin qui.

Questo è COYE.

Diamoci dentro.

Filippo Ferraresi – Direttore Editoriale

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