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#LaLentezza

Eccoci.
Un respiro.
Si riparte.

È stata una fiamma che s’accende, una piccola euforia. L’esplosione del rosso e del nero, l’ombra che s’allunga, gli occhi che brillano. A dirla tutta non si potrebbe non definire un piccolo miracolo. La scoperta del fuoco non dev’essere stata così diversa: nella foresta, i rimasugli del fulmine che dilania il corpo della quercia in tutta la sua lunghezza, il crepitio del legno ancora vivo, il fumo, lo sguardo spalancato di un uomo o una donna, la mano che s’allunga su un ramoscello illuminato, la sua caduta accidentale nel ciuffo d’erba secca, oh, la paura, poi, l’intuizione.

Così eccoci qui, di nuovo. Ma il miracolo va ripetuto, questo si sa.
Quindi un bel respiro.
Si riparte.

Il tema di questo mese è La Lentezza.

La scelta d’indagare un tema del genere, per quanto potrebbe tornare utile tenere la faccia da duri, è avvenuta per un semplice scherzo. Arrivavamo tutti in ritardo per le riunioni in video call e qualcuno(a) a un certo punto l’ha buttata lì: ma perché non facciamo il prossimo tema sulla lentezza, eh? Ovviamente l’idea ha riscosso un enorme successo, che poi abbiamo dovuto spiegare a quelli che non si erano ancora connessi.

La lentezza in realtà è scesa nella vita di chiunque in maniera invitabile. Una lentezza forzata, totale, prossima alla paralisi. Ci siamo ritrovati tutti a dover fare i conti con i col respiro della propria casa, coi tempi delle persone che ci sono più vicine e hanno condiviso con noi lo spazio; ci siamo ritrovati a riscoprire i propri ritmi personali, a reinventarci dentro questo tempo, a rinviare la sensazione che ci davano quegli incontri, le risate sul pavimento di un amico nel pieno della notte, ci siamo ritrovati a rinviare sguardi, entusiasmi, caffè, baci sulla fronte.

 

Agganciati a un passo che le società occidentali non erano preparate a ballare. La trasformazione è stata evidente, e tutti a un certo punto si sono chiesti cosa sarebbe rimasto e cosa no.

Ma la lentezza va anche oltre a tutto questo: è una parte integrante della vita di chiunque di noi, una parte integrante della creatività, dell’equilibrio, dell’ascolto. Le nostre sezioni (Osservatorio, Spazio 18mm, Judith, Inattuale) hanno indagato La Lentezza in totale libertà, interpretandola senza alcun vincolo. Alcune cose, però, saranno diverse. Gli articoli di COYE da questo mese non compariranno tutti insieme ma cominceranno un proprio percorso personale. Ognuna delle rubriche avrà le proprie cadenze mensili, che rimarranno stabili salvo eccezioni. Non vi anticipo nulla, sarà una scoperta lenta, passo dopo passo, fino all’ultimo giorno del mese.

Diamo il benvenuto a una nuova sezione, che in maniera provvisoria chiamerò La Zona. Ci siamo presi la libertà di indagare, scrivere, ed esprimere opinioni anche aldilà dei vincoli delle rubriche che già avevamo, e così è nato uno spazio totalmente libero, anarchico, guidato solamente dal bisogno di dire, affermare, porre domande. I contenuti della Zona saranno quindi totalmente imprevedibili, si muoveranno in base a quei nostri desideri e bisogni che non troverebbero spazio all’interno di figure, leggi, poligoni.

Per quanto riguarda 9 Racconti la nostra prima selezione di racconti è andata bene, e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla call sull’OUTSIDER. Ma vogliamo sempre migliorare, quindi ci sarà una piccola rivoluzione per tutta la sezione. Presto uscirà la nuova call e lì troverete tutti i dettagli di questa trasformazione.

Insomma, eccoci qui.
La fiamma è ancora accesa.
Siamo solo all’inizio.

Un bel respiro.

Filippo Ferraresi – Direttore Editoriale

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