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A volte servono Parole Idee Nuove

Eravamo un gruppo di ragazzi seduti a un tavolo ovale, nel centro un desiderio, tutt’attorno il fragore delle idee, e il resto sulla punta della lingua o nel modo di fare una smorfia o di accavallare le gambe e stare seduti. Lo si vedeva chiaro nelle facce nella stanza: c’era tutto, ma non c’era la parola.

Come chiamarla quando la cultura non si fa solo informazione, sapienza intellettuale, ma si fa corpo e sangue, slancio e movimento?

Quando la qualità si fa muro portante ma non ci si prende troppo sul serio, si tolgono i frac e ci si veste comodi ma con stile (ovvio), quando le idee sorgono dalla passione, il più serio dei divertimenti, una questione di vita e morte e scelte? Soprattutto scelte.

Quando si mettono in discussione le fondamenta, si ritrattano i confini, le regole, quando ci si prende il coraggio di tendersi in punta di piedi sulle spalle dei giganti e alzare le mani e finalmente provare a dire la propria.

Ma a che servirebbe la cultura se non al rimettere in discussione tutto, a cambiare punto di vista oppure rivedere la stessa scena per la millesima volta e a percepirla diversa, a trovare la meraviglia in ciò che avevi dato per banale.

L’arte del nominare le cose, di dare nomi alle creature e ai mostri, alle bestie indomate, ai colori e alle isole, è l’arte dello scrivere. E noi siamo partiti da quella base del nostro mestiere, seduti attorno a un tavolo ovale, nel cento un desiderio, tutt’attorno il fragore delle idee, e il resto sulla punta della lingua o nel modo di giocherellare con le dita o di schiarirsi la voce: c’era tutto, ma non c’era la parola.

Diamine.

Poi uno di noi ha detto COYE. Eh? COYE.

Quindi, cos’è COYE?

Detto in breve siamo un blog di approfondimento culturale diviso in rubriche, con articoli pubblicati con specifiche cadenze settimanali e mensili, e un pdf di racconti inediti che facciamo uscire alla fine di ogni mese.

Ci occupiamo di cultura con uno spirito nuovo ma senza dimenticare la tradizione; l’unica cosa a guidarci veramente è la qualità, un certo gusto personale per le storie e le parole, e la passione per gli argomenti che trattiamo.

Di base abbiamo un’attenzione particolare per ciò che sta ai margini, a riconsiderare i limiti della mappa, alle periferie della letteratura insomma. 

Questo è COYE.